La Valpolicella   /   Ieri & Oggi

Ieri & Oggi

La Storia
Il nome Valpolicella compare per la prima volta nel XII secolo, menzionata come "Vallis Pulicella", usato per indicare la regione che parte
dalle pendici sud-occidentali dei Monti Lessini fino all'ansa che fa l'Adige, scendendo verso Verona dopo il suo sbocco dalla Chiusa.
Nei documenti precedenti, si trovano nominate la Valle di Veriago, che comprendeva la parte più orientale dell'attuale Valpolicella, corrispondente all'odierno territorio del comune di Negrar e la Valle di Pruviniano (Val Provinianense) che designava, invece, la restante porzione centrale.
La distinzione scompare a metà del XII secolo, all'epoca della Signoria del Comune di Verona, quando i funzionari cittadini raggiungevano la Valle tramite l'Adige ed approdavano al porto fluviale di Pol, località da cui deriverebbe il nome Valpolicella.
Più tardi la zona venne costituita in feudo ed affidata a Federico della Scala, cugino di Cangrande, che assunse il titolo di Conte della Valpolicella.
Dopo la signoria di Federico della Scala, la Valpolicella, ormai divenuta unità amministrativa, acquisì una fisionomia che mantenne per sempre.

Passato e presente

L'immagine paesaggistica della Valpolicella nel passato, era parzialmente diversa da quella dei nostri giorni: mentre in quel tempo i terreni più ambiti si trovavano alle pendici collinari, al riparo delle bizze dei torrenti, oggi la zona maggiormente abitata e più importante, è quella dei fondovalle, più vicini a Verona.
I primi insediamenti si formarono soprattutto sui dolci rilievi della valle. Per questo alcuni paesi, come Negrar, si svilupparono in due direzioni, corrispondenti
ai versanti collinari: su quello orientale sorsero le contrade di Sargiago, Villa, Poiega e Tomenighe; su quello occidentale, Jago (dove ha sede Villa Spinosa),
Borgo (la zona intorno alla pieve di San Martino, l'attuale chiesa parrocchiale) e Moron.

Il vicino paese di Marano, conobbe uno sviluppo analogo: ad est della valle con le contrade di Paverno, Gnirega, Castello,
a ovest con quelle di Casetta o Castei, Arzila (ora Pozzo) e Fasanara.
Nell'area compresa tra Negrar e Marano, ed anche il versante di Valgatara con Campian e Figari, i proprietari terrieri seppero valorizzare
al massimo gli appezzamenti soleggiati e posti in pendio: realizzarono i primi terrazzamenti con muretti a secco, le caratteristiche "marogne",
che tuttora contraddistinguono il paesaggio.

 

 


 

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